default_mobilelogo

Tutti i diritti riservati: è vietata la riproduzione, anche parziale, dei contenuti e foto del sito senza l'autorizzazione esplicita del proprietario.

La guerra è la vicenda in cui innumerevoli persone che non si conoscono affatto si massacrano per la gloria e per il profitto di alcune persone che si conoscono e che non si massacrano affatto."   - Paul Valery -

 

• Proprio sull’ argine maestro, davanti alla Corte san Giuseppe sorgeva una piccola Chiesetta dove si dice dormisse per un certo periodo un soldato fuggito dagli orrori della guerra, probabilmente uno "sbandato" dopo la rotta di Caporetto.

• Il marciapiede della Corte detta “Conventino” situata in Via Viazzone venne costruito da un gruppo di soldati “sbandati” dopo la famosa “rotta” di Caporetto (oggi Kobarid) come ricompensa alla famiglia che gli diede ospitalità.

• Durante la Prima Guerra Mondiale Luzzara ospitava un Ospedale Militare situato al n. 177 bis di Viale della Stazione, oggi Viale Filippini nelle attuali scuole elementari, che vennero terminate poco prima dello scoppio del conflitto. Dagli atti di morte dei soldati ricoverati e deceduti in questo ospedale, due di loro risultano essere morti in Via Borgo Convento nel 1919, ovvero un anno dopo la fine del conflitto. E' presumibile pensare che l'Ospedale Civile di Luzzara operante durante la Seconda Guerra Mondiale fosse già in uso durante la Prima Guerra Mondiale, ma essendo troppo piccolo, le autorità militari abbiano preferito utilizzare le appena costruite scuole elementari. Al termine del conflitto, i pochi soldati rimasti in convalescenza vennero trasferiti nell'Ospedale Civile, e qui appunto alcuni di loro vi morirono. Molti di loro sono tutt'ora sepolti nel nostro cimitero. VEDI SEZIONE DEDICATA "CADUTI A LUZZARA". Una ragazza di Luzzara, Benatti Jolanda, si sposò con un medico, Zauli Alberto,che lavorava nel suddetto Ospedale.( VEDI FOTO IN GALLERY-RACCOLTA IMMAGINI). Era nato a Faenza (RA) e risiedeva a Russi (RA), si laureò nella facoltà di medicina e chirurgia dell'Università di Bologna il 02/07/1918, titolo della tesi: "le ferite della volta del cranio nella loro varietà, importanza e cura". Il Dottor Oreste Marchesini fu Direttore dell'Ospedale Civile e Capo Reparto del Padiglione Militare nel suddetto Ospedale. Nacque a Budrio (BO), si laureò anch'esso nella facoltà di medicina e chirurgia dell'Università di Bologna, il 07/07/1908, titolo della tesi: "la carniopuntura esplorativa". Nel 1912 pubblicò un il libro " la febbre consecutiva nella scarlattina". Nel 1914 pubblicò un articolo scientifico intitolato "alcune idee intorno al trattamento delle affezioni esterne di piogeni". Il  Reverendo Silvio Pizzorni per alcuni mesi fu il Tenente Cappellano dell'Ospedale.

TRATTO DAL LIBRO "CODISOTTO, il paese, la sua storia, la sua gente" del 1983 scritto da ALFIO PASOTTI:  L'attuale Monumento ai Caduti della Prima Guerra Mondiale di Codisotto in origine era collocato all'altezza della Chiesa, circondato da un ampio giardino. Tutt'intorno facevano da ornamento diversi pini, quanti erano i caduti di Codisotto: ogni pianta portava una targhetta col nome di un soldato morto. Il monumento era formato da un piedistallo in graniglia (tutt'ora esistente) sormontato da una statua in bronzo (non più presente); questa fu poi tolta e fusa per armamenti bellici durante la Seconda Guerra Mondiale. La scultura rappresentava la Vittoria raffigurata in una matrona romana dall'aspetto fiero e solenne, con elmo e aquila. Nell'estate del 1987, il basamento fu rimosso e collocato in fondo alla piazza (Don Bruno Sessi). Durante i lavori di spostamento della base vennero alla luce una bottiglia di vetro scuro ed una busta contenente una lettera. Aperta che fu la bottiglia, ci si accorse che conteneva una pergamena. I due documenti, rimessi ancora nell'interno del basamento, sono stati trascritti integralmente.

testo della pergamena: Ai figli eroici  della frazione di Codisotto del Comune di Luzzara i Terrazzani che la Grande Guerra ha rinsaldati nella fede dei migliori destini della Patria guida gloriosa di Benito Mussolini questo modesto ma spontaneo ricordo oggi erigono affinchè il sacrificio di sangue mai venga dimenticato. Anno 1926 il Comitato. Annibale Bertoni, Sindaco. Carlo Canova, assessore comunale. Spaggiari Giovanni, presidente. Partesotti Erminio, Brioni Adelmo, Boni Umberto, Siliprandi Pietro, Melli Francesco, Canova Eridano, Pecchini Armando, Nosari Vittorino, Pecchini Silvio, Antonelli Rodolfo (progettista e costruttore del monumento), Ghiselli Giuseppe.

testo della lettera:  Codisotto 2 Luglio 1926. Cittadini di Codisotto presenti alla posa di questa bottiglia contenente una pergamena firmata dal Comitato Pro monumento, con dedica ai gloriosi Caduti, vollero colla loro firma su questo foglio onorare il grande sacrificio di concittadini caduti per la Patria. Questo scritto fu fatto da Spaggiari Giovanni il 2 Luglio 1926. Pasotti Giuseppe muratore nato a Codisotto il 1 Aprile 1879 (costruttore). Siliprandi Angelo nato a Codisotto il 18 Gennaio 1875. Benassi Francesco. Fornasari Attilio mercantino. Pasotti Francesco. Donati Edoardo mugnaio. Bosoni Ciriaco Prestinaio fornaio. Zecchi Tullo campanaro. Fornasari Albino casericcio, lattinaio. Bertolini Vittorio. Giorgi Carlo tabacchino.

                                     

 

Leave your comments

Post comment as a guest

0
Your comments are subjected to administrator's moderation.
  • No comments found