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La guerra è la vicenda in cui innumerevoli persone che non si conoscono affatto si massacrano per la gloria e per il profitto di alcune persone che si conoscono e che non si massacrano affatto.  - Paul Valèry -

 

• La colonna di liberazione americana entrò in Luzzara il 23 aprile 1945, nel giorno del Santo Patrono San Giorgio.

• Durante il Secondo Conflitto Mondiale Luzzara ospitava due ospedali: quello civile era situato all’interno delle strutture del Convento degli Agostiniani in Via Villa Superiore e quello militare nell’ex Istituto Lorenzini, oggi casa di riposo.

• Il comando delle Forze Nazi-Fasciste occupanti Luzzara era situato all’interno delle scuole elementari che già allora erano utilizzate come tali. Per ingannare gli aerei Alleati e non essere scoperti e quindi bombardati venne dipinta sul tetto una croce rossa, spacciandosi così come ospedale.

• Durante il secondo conflitto mondiale il territorio comunale subì 7 incursioni aeree.

Dal libro "Codisotto, il paese, la sua storia, la sua gente" di Alfio Pasotti. Tra la fine di aprile e l'inizio di giugno del 1945 a Codisotto venne ucciso un Tenente appartenente alla RSI (Repubblica Sociale Italiana): indossava ancora la divisa. Fu ucciso e sepolto nella buca di una bomba aerea ancora aperta, nel terreno che si trova sulla destra di via Strada Nuova per Suzzara. L'identità del Tenente ci è sconosciuta. 

Dal libro "Storia di Luzzara" di Guido Laghi e Rolando Cavandoli. Nel maggio del 1944 alcune squadre partigiane provocano due deragliamenti sulla linea Parma-Suzzara.

26 luglio 1944. Due squadre partigiane asportano 10 cassette di bombe e 2 due casse di munizioni per mitra nei deposti tedeschi.

29 agosto 1944. Due squadre partigiane recuperano 10 casse di munizioni per mitra, 9 bombe a mano e 3 "panzer-faust" nei depositi tedeschi.

17 settembre 1944. Un partigiano sorprende e disarma 3 repubblichini a Villarotta recuperando 3 moschetti e 6 bombe a mano.

27 settembre 1944. Una squadra partigiana recupera in un deposito tedesco a Casoni 8 casse di munizioni per mitra e 2 cassette di bombe a mano.

29 settembre 1944. Un partigiano del comune di Fabbrico viene curato a Luzzara dal Dottor Rolando Marani. Scoperto dai fascisti dopo 2 settimane, venne messo in salvo dal fratello.

5 ottobre 1944. I partigiani attaccano e distruggono una macchina tedesca sulla strada Luzzara-Guastalla.

9 ottobre 1944. Una squadra di partigiani sbullona le rotaie in un punto della linea Parma-Suzzara facendo deragliare un treno. Secondo una testimonianza il treno trasportava carburante per le truppe tedesche. Fatto evacuare il treno sotto la minaccia delle armi, le cisterne vennero bucate ed il carburante disperso. Il treno fu assalito in via Faraone a Luzzara. (in corsivo la testimonianza raccolta dall'autore del sito).

10 ottobre 1944. Due partigiani disarmano a Casoni 2 militi recuperando 3 moschetti e varie munizioni.

Ottobre 1944. I tedeschi allestiscono opere difensive ed i fascisti preparano lo sfollamento oltre il Po. Vengono costruite piazzole per artiglieria presso Luzzara. I tedeschi consigliano alla popolazione di allontanarsi di almeno 10 km. Reclutamento di manodopera dai 10 ai 60 anni per la costruzione di fortificazioni.

3 novembre 1944. Una squadra di partigiani fa deragliare un treno che trasportava grano.

6 novembre 1944. Una squadra partigiana disarma una pattuglia della Guardia Nazionale Repubblicana recuperando un mitra e due pistole.

13-14 novembre 1944. Una squadra partigiana disarma 4 soldati tedeschi.

25 novembre 1944. Due partigiani disarmano due soldati tedeschi a Casoni.

15-18 novembre 1944. I tedeschi effettuano rastrellamenti nel comune di Luzzara, arrestando ed imprigionando varie persone, alcune delle quali giustiziate nei giorni seguenti.

19 dicembre 1944. I partigiani della zona attaccano a Gonzaga (MN) il presidio Fascista ed il Corpo di Guardia tedesco. Dopo 4 ore di combattimento i nemici si arrendono e vengono disarmati. I prigionieri politici e gli ostaggi vengono liberati. Restano sul terreno 16 tedeschi e 8 fascisti. Vengono catturati automezzi ed armi. Muoiono un partigiano russo e un partigiano di Carpi (MO).

dicembre 1944. Rastrellamenti di antifascisti nella zona.

12 gennaio 1945. Una squadra partigiana asporta da un deposito tedesco a Casoni ingenti quantitativi di munizioni e varie casse di "panzer-sleck".

18 gennaio 1945. Un partigiano disarma due soldati tedeschi in località Fornace.

24 gennaio 1945. Una squadra partigiana fa saltare con l'esplosivo 4 cataste di munizioni in un deposito tedesco di Casoni.

9 febbraio 1945. Un partigiano disarma due soldati tedeschi a Villarotta.

13 febbraio 1945. Recupero di munizioni nei depositi tedeschi di Casoni e Codisotto.

15 febbraio 1945. Un partigiano disarma un repubblichino sulla strada Casoni-Villarotta.

19 febbraio 1945. Una squadra partigiana disarma tra Villarotta e Casoni una pattuglia tedesca di guardia alle munizioni e recuperano 4 moschetti, 23.000 colpi calibro 7,35 e un furgoncino 1100.

22 febbraio 1945. Una squadra partigiana recupera nei pressi di Luzzara 42 granate e disarma 2 tedeschi. Contemporaneamente una squadra asporta da un magazzino di Luzzara 400 bombe a mano e varie munizioni per armi leggere.

12 marzo 1945. Due soldati russi in forza presso il Comando tedesco di Codisotto danno informazioni sulla dislocazione dei depositi.

14 marzo 1945. Vari recuperi di munizioni.

15 marzo 1945. Due partigiani fanno saltare un deposito tedesco presso Casoni. Nella stessa giornata, sempre a Casoni, alcuni partigiani si scontrano con una postazione tedesca. Esito imprecisato.

16 marzo 1945. Due partigiani fanno saltare un deposito di mine tedesche a Codisotto.

19 marzo 1945. Due squadre partigiane disperdono capi di bestiame a Luzzara ed arrestano un milite della Brigata Nera.

21 marzo 1945. Una squadra partigiana recupera munizioni da un deposito tedesco di Casoni. Un partigiano rimane ferito.

22 marzo 1945. 13 partigiani fanno saltare tra Casoni e Codisotto 2 cataste di proiettili. 

23 marzo 1945. 2 partigiani feriscono un tedesco. Vengono arrestati e condotti a Palidano di Gonzaga (MN). A tarda notte vennero condotti a Casoni e qui uccisi mediante impiccagione.

25 marzo 1945. a Luzzara 2 squadre di partigiani distruggono un centralino telefonico ed arrestano due militi della brigata nera.

28 marzo 1945. Una squadra di partigiani recupera da un deposito di Casoni 7 "panzer-sleck" anticarro con munizioni.

3 aprile 1945. Truppe tedesche effettuano nei paesi della bassa reggiana una razzia di 3.000 capi di bestiame che poi usano per trasferire i depositi di munizioni del Luzzarese.

12 aprile 1945. Numerosi reparti della Brigata Nera circondano Luzzara. Circa 70 arresti. Nei successivi giorni 10 partigiani vennero uccisi.

• Due sirene di allarme antiaereo e due apparecchi telefonici erano installati presso il Palazzo Municipale e presso la Caserma dei Rali Carabinieri

• Il Comandante della Stazione Carabinieri di Luzzara era il Maresciallo Bauchiero Francesco

• La Guardia addetta all'allarme per il servizio di protezione antiaerea era il signor Berscellini Ercole

• Dalla delibera comunale del luglio 1941 ?? : "Nel giorno 5 luglio 1941 ?? alle ore 18 circa diversi giovani della borgata si trovavano sulla spiaggia del Po in località denominata ? (manca il nome) per la cura solare e per prendere il bagno di refrigerio stante la calura, quando il giovanetto Berni Giuseppe di Antenore, di anni 9 per gareggiare con gli amici si era inoltrato per compiere la traversata del fiume dove la corrente è abbastanza forte e dove l'acqua ha una profondità dai 3 ai 4 metri, e non sapendo nuotare venne travolto dalla corrente e portato in canale. I compagni fecero diversi tentativi di salvataggio, ma data la forte corrente e la profondità del canale, i tentativi stessi non ebbero alcun risultato ed il giovanetto era ormai abbandonato al suo destino. Senonchè, poco distante al luogo della sciagura, si trovava il Lanciere Daolio Valter del 6° Gruppo Primo Lancieri di Novara. Veniva in licenza agricola, il quale si era recato sulle sabbie del Po per una cura al suo bambino Mauro di anni 1 ed avendo sentito del rumore e delle grida di soccorso, lasciò solo il suo bambino sulla sabbia, corse sul posto dove stava accadendo una sciagura e appena visto riaffiorare alla superficie il Berni e intuito di che si trattava, senza un minuto di esitazione si gettava in acqua con scarpe, calzoni e maglia e dopo lunghi e ripetuti sforzi, riuscì a riafferrare il pericolante ed a ricondurlo a riva svenuto. Il fatto è stato testimoniato dalla testimonianza dei giovanetti: Boni Gaetano di Nardo di anni 15, Tedeschi Adolfo di Pietro di anni 14, Berni Annibale di Antenore di anni 14, Cealti Mario di anni 10, appositamente e separatamente interrogati nell' Ufficio Municipale. Ritenuto che il Daolio Valter, incurante del pericolo che presentava il quale del Po per la sua corrente forte e per la profondità dell'acqua in quel punto e senza tenere conto delle difficoltà del salvataggio, ha esposto generosamente la proprio vita; che l'atto è maggiormente nobile e generoso in quanto il Daolio pur conoscendo i pericolo cui andava incontro non fu trattenuto neppure dalla presenza del suo bimbo Mauro che anzi abbandonò solo sulla sabbia in vicinanza del canale;

Si ritiene che il soldato Daolio Valter sia meritevole di una alta onorificenza e lo propone all'autorità competente per la concessione: a) di una medaglia al valor civile e b) per un premio dalla Fondazione Carnegie.

Dalla delibera comunale del 24/04/1944: Premesso che con deliberazione 7 agosto 1943 n.142 in conformità a disposizioni dell'infausto Governo Badoglio vennero modificate le intitolazioni di alcune strade della borgata e precisamente: a) la via intestata ad Italo Balbo venne intestata a Platestainer Don Giuseppe. b) la via intestata ad Amos Maramotti venne intestata a Nicolò Paganini. Che la detta deliberazione non è ancora stata approvata dalla autorità superiore. Premesso ancora che in questa borgata la piazza della torre civica è intestata all'ex Re Vittorio Emanuele III il quale ha perduto il diritto della cittadinanza Italiana per aver ingannato il popolo e per aver venduto la Patria al nemico. Ritenuto essere necessario sistemare definitivamente la toponomastica della borgata in conformità alle direttive del Governo Fascista Repubblicano; Veduto il R.D.L. 10 giugno 1923 n. 1158 relativo al cambiamento dei nomi nelle vecchie strade e piazze comunali, delibera di revocare come effettivamente revoca, ad ogni affetto di legge, la deliberazione 7 agosto 1943 n. 142 sopra ricordata. Delibera, di sistemare come segue la toponomastica della borgata: 1) la piazza Vittorio Emanuele III viene intitolata al quadrumviro Italo Balbo. 2) la via Amos Maramotti viene mantenuta nella attuale intestazione. 3) la via Italo Balbo, nella quale si trova l'Istituto Platestainer, viene intitolata al fondatore Platestainer Don Giuseppe morto addì. Si da atto che il Platestainer fondò in Luzzara nell'anno 1803 la scuola di carità per le ragazze povere di Luzzara, Guastalla e Reggiolo e diede inizio all'industria del truciolo che ha dato lavoro e pane alla popolazione povera. Così deliberato, letto, confermato e sottoscritto.

• Il giorno 28 novembre del 1944 morirono a seguito di una esplosione di un deposito di munizioni a Palidano di Gonzaga (MN) 10 persone risiedenti nel Comune di Luzzara, tutti operai impiegati nella TODT (OT, operai al servizio delle forze armate tedesche). Erano : Predoni Alfio, Nosari Pierino, Ferramola Alberto, Giorgi Oddone. Dall'atto di morte. " I corpi degli operai sono stati trovati a brandelli sparsi tutti all'interno del deposito delle munizioni e il camion che veniva completamente distrutto. I resti dei cadaveri vennero raccolti e trasportati nella Camera Mortuaria nell'Ospedale Civile di Luzzara."

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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